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Un anno fa, dopo aver messo passione ed esperienza per 15 anni al servizio del mondo dello sport, Studio Ghiretti ha deciso di innovarsi e diventare SG Plus, raccogliendo il testimone per correre ancora più forte verso il futuro del marketing e della comunicazione sportiva.

Roberto Ghiretti, Presidente di SG Plus, ci racconta questo straordinario percorso in un’intervista realizzata dagli amici di Sporteconomy.it.

Al di là del rebranding, c’è stata una vera e propria evoluzione della società: l’innovazione ha portato, infatti, anche maggior responsabilità di tutti i partner di SG Plus e dei responsabili delle aree in cui siamo suddivisi. Il centro di gravità non è più unico, ma abbiamo incrementato il coinvolgimento dei professionisti di alto livello che ruotano attorno alla nostra realtà.

I cambiamenti hanno ricevuto buoni feedback: ad esempio, le nuove sedi a Milano e Roma sono state accolte in maniera molto positiva, poiché ci hanno resi maggiormente presenti e vicini ai clienti su tutto il territorio nazionale. Ha ottenuto risposte importanti anche la nuova capacità di affrontare in toto ogni tematica relativa al mondo sportivo: abbiamo ampliato il nostro servizio, sia verso aziende che enti pubblici od organismi sportivi, sviluppando le competenze pregresse su responsabilità sociale engagement e corporate. I clienti apprezzano, dunque, la possibilità di una consulenza da zero fino a 360 gradi, che può affrontare numerose aree come la CSR, il marketing, la ricerca, la cultura, lo studio e la progettualità, la promozione e le migliori forme di comunicazione classiche e digitali. 

Negli ultimi anni, lo sport-business in Italia sta affrontando una crisi economica che inevitabilmente ha ridotto il numero di agenzie di medio livello da cui era composto. De facto, siamo rimasti una delle poche realtà nazionali operanti in questo settore nel quale, oltre noi come factory indipendente, lavorano solo o grandissime realtà multinazionali o pochi singoli professionisti. Il mercato è dunque molto concentrato tra pochi player e con mille rigagnoli laterali. Nel settore c’è molta attenzione al mondo digital, ma da solo non basta a portare risultati importanti. Il vero trend è la costruzione di progetti integrati e ben comunicati, sia in maniera tradizionale sia attraverso strumenti e piattaforme online, che abbiano come fine ultimo la soddisfazione delle persone. Ci sono tanta confusione e spesso progetti senza capo né coda, mancano di frequente progettualità strutturate ed organiche a tutto campo. L’industria vuole questo e lo sport deve fare uno sforzo a mio avviso fondamentale per andare in questa direzione: bisogna investire per costruire progetti. Non abbiamo un benchmark efficace sul mercato estero e manca il coraggio di investire in progettualità. Se questa è presente, anche l’economia si muove. Serve uno sforzo comune di tutto il sistema sportivo, imparando dall’estero e diventando capaci e decisi ad investire, in modo da creare un modello davvero efficace.

Nel 2018 intendiamo proseguire nella direzione in cui ci siamo mossi finora, puntando ad un miglioramento costante della nostra offerta e ad una sempre più forte specializzazione in engagement, CSR e corporate oltre che su studi e ricerche. Stiamo anche lavorando alla realizzazione di un centro studi sulle tematiche giovanili e sociali nonché a progetti speciali di engagement e responsabilità sociale verso il settore scolastico ed i luoghi educativi, collaborando con il mondo del calcio, del basket, del rugby, della ginnastica,  dell’atletica e del judo. Il sogno del cassetto, però, è una vera, grande fiera dello sport, una kermesse nella quale tutto ciò che si muove in questo settore ed attorno ad esso possa ritrovarsi per un confronto su idee, progetti e programmazione nonché scambiarsi spunti, conoscenze e prodotti”.